Le 10 cose che forse non sai sulle api

api in arnia

Le api da miele (Apis mellifera) sono molto più di “produttrici di miele”: sono un super-organismo capace di comunicare, regolarsi e adattarsi con una precisione sorprendente.

Partendo da alcune curiosità divulgative e ampliandole con fonti scientifiche, ecco dieci cose che spesso sfuggono anche a chi le osserva da vicino.

1) Non hanno due occhi: ne hanno cinque

Le api possiedono due grandi occhi composti (quelli laterali) e tre ocelli (occhi semplici) sulla sommità del capo. È una combinazione che le aiuta a integrare visione, orientamento e percezione della luce

2) Vedono un mondo “spostato” verso l’ultravioletto

La visione delle api copre uno spettro diverso dal nostro: percepiscono anche l’ultravioletto e la loro sensibilità cromatica si estende circa da 300 a 650 nm. Molti fiori, infatti, presentano “pattern” UV invisibili all’uomo ma chiarissimi per loro.

3) Un alveare può arrivare a decine di migliaia di operaie

La popolazione di una colonia varia durante l’anno: nei periodi di massima crescita può arrivare a 50.000–60.000 api operaie, una macchina organizzativa che funziona grazie a ruoli e compiti distribuiti.

4) La regina può deporre oltre 2.000 uova al giorno

In piena stagione una regina “di qualità” può deporre più di 2.000 uova al giorno. Può vivere molti anni, anche se la produttività tende a calare dopo i primi.

5) Il sesso dei nuovi nati segue una regola genetica particolare

Nelle api vale l’aplodiploidia: in modo semplificato, i maschi (fuchi) derivano da uova non fecondate, mentre le femmine da uova fecondate. È un meccanismo chiave per comprendere genetica e dinamiche di colonia.

6) “Danno indicazioni stradali” con una danza

La celebre waggle dance (danza dell’addome) non è un’esibizione: codifica direzione e distanza di una risorsa rispetto al Sole e viene usata per orientare altre bottinatrici.

7) Gestiscono il clima dell’alveare come un impianto di precisione

Per far crescere correttamente la covata, l’alveare deve mantenere una temperatura molto stabile: circa 35°C (in un intervallo tipico 32–36°C). Le operaie lo fanno ventilando, evaporando acqua e producendo calore con i muscoli toracici.

8) Il “buzz” è matematica pura: migliaia di colpi d’ala al minuto

Il ronzio non è un suono casuale: è la firma del battito alare. Un dato divulgativo ricorrente indica circa 11.400 colpi d’ala al minuto, da cui nasce il timbro caratteristico delle api in volo.

9) Non è vero che “tutte le api muoiono dopo la puntura”

La dinamica “pungo e muoio” riguarda soprattutto le operaie di Apis mellifera quando pungono un mammifero: il pungiglione può restare conficcato e il distacco è letale per l’ape. Non è una regola universale per tutte le specie.

10) Per fare miele servono numeri quasi incredibili

Per produrre una libbra di miele (circa 450 g), le api di un alveare possono arrivare a “toccare” circa due milioni di fiori e volare distanze enormi nel complesso. È il modo più semplice per rendersi conto della scala del loro lavoro.

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